Leonello Oliveri
“Il
primo giorno di festa la
chiesa
del paese era ancora tutta piena
di' popolo
che assisteva
agli uffici divini, che il Conte
si trovava sul sagrato alla testa
di una truppa di bravi.
F. Hayez, ritratto- di fantasia- dell'Innominato
(…)J Il Conte al primo apparire di persone sulla porta si era tolto dalla spalla l'archibugio e lo teneva con due mani in apparecchio di spianarlo. (…)) Si affacciò finalmente alla porta con gli altri il creditore aspettato, e il Conte al vederlo gli spianò lo schioppo addosso (. .. ).. Lo sventurato colpito dallo spavento, si pose a fuggire. dall'altro lato, e la folla non meno, ma l'archibugio del Conte lo seguiva, cercando di coglierlo separato (.. ). Cercava egli di ficcarsi e di perdersi nella folla, e la folla lo sfuggiva, s'allontanava da lui per ogni parte, tanto 'ch'egli scorrazzava solo di qua e di là, in un piccolo spazio vuoto.(..) Il Conte lo prese di mira in questo .spazio. lo colse, e lo stese a terra,' Tutto questo fu l’affare. di: un momento. La folla continuò a sbandarsi, nessuno si fermò,. e il Conte senza scomporsi ritornò per la sua via, col suo accompagnamento».


