Leonello Oliveri
Inondazioni a Carcare: vai qui
https://leonelloblog.blogspot.com/2024/02/inondazioni-in-val-bormida-quando-la.html
Questo blog raccoglierà ricerche di Leonello Oliveri relative alla storia, ai personaggi e agli eventi della Val Bormida. Dello stesso autore https://lestreghedispigno.blogspot.com/ Per contatti infoperblog@libero.it
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| Tracciato della via Aemilia Scauri |
Leonello Oliveri
Era
il 1961, centenario dell’Unità d’Italia.
All’epoca,
giovane studentello, frequentavo le scuole medie nel Collegio delle Scuole Pie
di Carcare. Per celebrare l’anniversario la scuola organizzò una gita a Torino,
per vedere i padiglioni di Italia ’61. Ricordo ancora il viaggio, breve ma per noi elettrizzante, sulla monorotaia. Nell'occasione visitammo anche il Museo del Risorgimento. Al ritorno uno dei padri insegnanti accompagnatori ci disse (più o meno): “Sapete ragazzi che l’Inno di Mameli potrebbe essere nato a Carcare, nel nostro Collegio, e che alla sua origine potrebbe non essere estraneo un nostro insegnante, il p. Canata?”.
Fu
allora che per la prima volta udii il nome di Carcare, del Collegio delle
Scuole Pie e del padre Atanasio Canata collegati all’Inno di Mameli.
Leonello Oliveri
Studiare la storia della
propria terra significa anche riscoprire le lente, sofferte tappe attraverso le
quali coloro che ci precedettero arrivarono nel tempo a costruire per sé e per
iCosseria 1491
propri figli una vita di uomini liberi.
La conquista
della dignità di un uomo, dei diritti civili e sociali, fu un lento travaglio
iniziato (o meglio, iniziato di nuovo) nel Medioevo e che mai può dirsi
concluso, perché non solo la libertà ma
anche i diritti fondamentali, primo fra
tutti l’indipendenza dalla povertà, non sono un bene che si conquista una volta
per tutte:
e ciò è tanto più attuale oggi, in un
periodo nel quale talora -con il pretesto delle precarie condizioni di
sicurezza ed economiche in cui si vive- i nostri fondamentali diritti civili e
sociali sono tutt'altro che considerati intangibili. Quanto si è conquistato con secoli di lotte può essere
riperso, in un attimo o per lenta erosione, e per riconquistarlo occorrono nuovamente secoli.
C’è un esempio illuminante al riguardo: nel 287 a.
C. con la lex Hortensia ([1])
la plebe romana ottiene una conquista importantissima: le sue deliberazioni
diventarono legge per tutti, patrizi e
plebei. In quell’anno si conclude un
iter di lotte iniziato oltre 200 anni prima, e i plebei conquistano
l’uguaglianza giuridica nei confronti dei patrizi: da allora tutti i
cittadini romani ebbero (teoricamente) gli stessi diritti ([2]).
Tale uguaglianza verrà persa 300 anni dopo, quando la Repubblica diverrà
Impero. Ebbene, per riconquistare tali diritti, e prima di tutti quello di
voto, occorreranno duemila anni di lotte: perché tutti (i maschi liberi e
maggiorenni) potessero riottenere il diritto di voto in Italia bisognerà infatti
aspettare fino alla riforma elettorale del 1912 (suffragio universale
maschile). Insomma, la plebe di Roma aveva più diritti 2000 anni fa di quanti
ne avessero i nostri bisnonni all’inizio del secolo ([3]).
ABBA, ECO E IL CIMITERO DI PRAGA
Leonello Oliveri
Penso che molti lettori conoscano, almeno per sentito dire, il nome di Umberto Eco:
Poi di suo lessi il Pendolo di Foucaud e Baudolino, che invece mi piacquero meno.
Leonello Oliveri
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| G.C. Abba |