lunedì 28 ottobre 2024

domenica 13 ottobre 2024

CRISTOFORO COLOMBO MERCANTE DI SCHIAVI ?

 


Leonello Oliveri

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In una lettera di Michele, il savonese che accompagnò Colombo nel suo secondo viaggio, imbarazzante testimonianza sul grande navigatore

Fra i marinai che accompagnarono Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio "alle Indie" c'era anche un altro ligure, anzi, un savonese.
Savonese fu infatti quel Michele da Cuneo (che a quanto pare non sarebbe il Cuneo piemontese capoluogo della Provincia Granda, ma il piccolo insediamento di Cunio, frazione di Segno, comune di Savona) il quale nel settembre del 1493 salpò con Cristoforo nel suo secondo viaggio.
Michele ci interessa non solo perché ligure, ma soprattutto perché di tale viaggio lasciò una relazione, sotto forma di lettera, veramente interessante.

L'insediamento romano di (Piana) Crixia


Leonello Oliveri
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Primi (e ultimi) scavi nella mansio romana di Crixia (Savona)- 1975
Tracciato della via Aemilia Scauri

Nell’ormai lontanissimo 1975 fu effettuato (organizzato, diretto e controllato dalla Sovrintendenza Archeologica di Genova) uno scavo archeologico in quello che fu, molto probabilmente, l’insediamento della mansio romana di Crixia (SV.) posto sul tracciato della via Aemilia Scauri.

I risultati dello scavo furono allora pubblicati in diverse sedi (1). Trattandosi però di pubblicazioni ormai datate e di non facile reperibilità, riteniamo non inutile ripresentarle qui in rete, come furono allora pubblicate, per renderle più facilmente accessibili e fruibili.

venerdì 26 aprile 2024

La "questione" dell' Inno d'Italia: Mameli, Canata e il Collegio di Carcare

 

 


Leonello Oliveri

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( in costruzione)

Era il 1961, centenario dell’Unità d’Italia.

All’epoca, giovane studentello, frequentavo le scuole medie nel Collegio delle Scuole Pie di Carcare. Per celebrare l’anniversario la scuola organizzò una gita a Torino,

Il Collegio delle Scuole Pie di Carcare

 per vedere i padiglioni di Italia ’61. Ricordo ancora il viaggio, breve ma per noi elettrizzante, sulla monorotaia. Nell'occasione visitammo anche il Museo del Risorgimento. Al ritorno uno dei padri  insegnanti accompagnatori ci disse (più o meno): “Sapete ragazzi che l’Inno di Mameli potrebbe essere  nato a Carcare, nel nostro Collegio, e che alla sua origine potrebbe non essere estraneo un nostro insegnante, il p. Canata?”.

Fu allora che per la prima volta  udii il nome di Carcare, del Collegio delle Scuole Pie e del padre Atanasio Canata collegati all’Inno di Mameli.

 

mercoledì 24 aprile 2024

LA CONQUISTA DEI DIRITTI NELLA VALBORMIDA MEDIEVALE

 


Ogni diritto va conquistato,
ogni conquista va difesa (W.Ledroit)

Leonello Oliveri


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Studiare la storia della propria terra significa anche riscoprire le lente, sofferte tappe attraverso le quali coloro che ci precedettero arrivarono nel tempo a costruire per sé e per i

Cosseria 1491

propri figli una vita di uomini liberi.

 La conquista della dignità di un uomo, dei diritti civili e sociali, fu un lento travaglio iniziato (o meglio, iniziato di nuovo) nel Medioevo e che mai può dirsi concluso, perché non solo la libertà ma anche i  diritti fondamentali, primo fra tutti l’indipendenza dalla povertà, non sono un bene che si conquista una volta per tutte: e ciò è tanto più attuale oggi, in un periodo nel quale talora -con il pretesto delle precarie condizioni di sicurezza ed economiche in cui si vive- i nostri fondamentali diritti civili e sociali sono tutt'altro che considerati intangibili. Quanto si è conquistato con secoli di lotte può essere riperso, in un attimo o per lenta erosione,  e per riconquistarlo occorrono nuovamente secoli.

C’è un esempio illuminante al riguardo: nel 287 a. C. con la lex Hortensia ([1]) la plebe romana ottiene una conquista importantissima: le sue deliberazioni diventarono  legge per tutti, patrizi e plebei. In  quell’anno si conclude un iter di lotte iniziato oltre 200 anni prima, e i plebei conquistano l’uguaglianza giuridica nei confronti dei patrizi:  da allora tutti i cittadini romani ebbero (teoricamente) gli stessi diritti ([2]). Tale uguaglianza verrà persa 300 anni dopo, quando la Repubblica diverrà Impero. Ebbene, per riconquistare tali diritti, e prima di tutti quello di voto, occorreranno duemila anni di lotte: perché tutti (i maschi liberi e maggiorenni) potessero riottenere il diritto di voto in Italia bisognerà infatti aspettare fino alla riforma elettorale del 1912 (suffragio universale maschile). Insomma, la plebe di Roma aveva più diritti 2000 anni fa di quanti ne avessero i nostri bisnonni all’inizio del secolo ([3]).

lunedì 22 aprile 2024

ABBA, ECO E IL CIMITERO DI PRAGA

 

ABBA,  ECO E IL CIMITERO DI PRAGA

Leonello Oliveri


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            Penso che molti lettori conoscano, almeno per sentito dire, il nome di Umberto Eco:


romanziere, saggista, semiologo, studioso di linguistica e dei fenomeni contemporanei. Fu l’autore de  Il nome della rosa, a mio giudizio il suo romanzo più bello e uno dei più belli ed avvincenti che io abbia mai letto.

Poi di suo lessi il Pendolo di Foucaud e  Baudolino, che invece mi piacquero meno.

L’Italia? Un feudo di furbi, viventi di mutua assistenza e di mutui salvataggi (G.Cesare Abba)

 Leonello Oliveri

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Questa frase ha oltre 100 anni, e il suo autore è un valbormidese illustre del passato: si tratta
G.C. Abba

infatti di Giuseppe Cesare Abba, il cantore “dei mille” di Garibaldi.
A lui, o meglio agli ultimi anni melanconici della sua vita, pieni di disillusioni e di crolli delle speranze per le quali aveva lottato, sono dedicate queste brevi note.
Terminata l'esperienza dei 1000, Abba non segue Garibaldi nella spedizione verso Roma del 1862: le condizioni politiche sono mutate, Vittorio Emanuele II ha stipulato un accordo con Napoleone III, i garibaldini arrestati in Aspromonte con Garibaldi da eroi diventano sovversivi e vengono imprigionati in quelli che qualcuno definì "i lager dei Savoia": 473 nel forte di Bard, 467 in quelli di Genova, 91 a Exilles, 200 nel forte di Vado Ligure, una decina nei gelidi e malsani stanzoni di quello di Fenestrelle.