giovedì 19 dicembre 2024

CARCARE NEL 1800 (IN UN MANOSCRITTO FRANCESE)

 

Leonello Oliveri



Proprietà letteraria riservata
Riproduzione vietata

In un archivio parigino dell'ex Ministero della Guerra esiste una
Carcare nel 1824 (dalla Statistique di Chabrol)

voluminosa raccolta di documenti manoscritti in buona parte inediti, risalenti ai primissimi anni del 1800, che rivestono un interesse particolare per la storia della Val Bormida. Si tratta di relazioni redatte da "Ufficiali ingegneri topografi" dell'Armée française napoleonica aventi come oggetto i paesi in cui si svolsero i principali fatti d'arme della I Campagna napoleonica in Italia: in pratica ad ogni comune della valle, da Bardineto e Mallare a Spigno e Montezemolo, fu dedicata una indagine minuziosa che permise di raccogliere una massa notevole di informazioni di tutti i generi, dalla conformazione del terreno all'idrologia e orografia, alle risorse economiche, alla viabilità, fino ad arrivare a precise statistiche demografiche e alla raccolta di tutti i dati rintracciabili sulla storia dei singoli paesi, con ampio spazio per la narrazione degli avvenimenti delle allora recentissime guerre franco-piemontesi.

giovedì 28 novembre 2024

Andrea e Filippo Vespa notari a Cosseria (1487-1534)

 

Leonello Oliveri


Proprietà Letteraria Riservata
Riproduzione Vietata

Il "signum tabellionis" del notaio Vespa
In questo post viene presentato un mio vecchio studio apparso nell’ormai lontano 1985 (!!) sul Bollettino della Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo. La pubblicazione sul blog permette di dare più visibilità ad una ricerca che mi sembra rivestire in sede locale una certa utilità. Essa fu originata da un veloce studio di alcuni documenti allora esistenti nell’archivio parrocchiale di Cosseria (Savona) riguardanti atti di compravendita di beni immobili di pertinenza della locale chiesa parrocchiale, allora intitolata a S. Maria


lunedì 28 ottobre 2024

domenica 13 ottobre 2024

CRISTOFORO COLOMBO MERCANTE DI SCHIAVI ?

 


Leonello Oliveri

Proprietà Letteraria Riservata
Riproduzione Vietata

In una lettera di Michele, il savonese che accompagnò Colombo nel suo secondo viaggio, imbarazzante testimonianza sul grande navigatore

Fra i marinai che accompagnarono Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio "alle Indie" c'era anche un altro ligure, anzi, un savonese.
Savonese fu infatti quel Michele da Cuneo (che a quanto pare non sarebbe il Cuneo piemontese capoluogo della Provincia Granda, ma il piccolo insediamento di Cunio, frazione di Segno, comune di Savona) il quale nel settembre del 1493 salpò con Cristoforo nel suo secondo viaggio.
Michele ci interessa non solo perché ligure, ma soprattutto perché di tale viaggio lasciò una relazione, sotto forma di lettera, veramente interessante.

L'insediamento romano di (Piana) Crixia


Leonello Oliveri
Proprietà Letteraria Riservata
Riproduzione vietata


Primi (e ultimi) scavi nella mansio romana di Crixia (Savona)- 1975
Tracciato della via Aemilia Scauri

Nell’ormai lontanissimo 1975 fu effettuato (organizzato, diretto e controllato dalla Sovrintendenza Archeologica di Genova) uno scavo archeologico in quello che fu, molto probabilmente, l’insediamento della mansio romana di Crixia (SV.) posto sul tracciato della via Aemilia Scauri.

I risultati dello scavo furono allora pubblicati in diverse sedi (1). Trattandosi però di pubblicazioni ormai datate e di non facile reperibilità, riteniamo non inutile ripresentarle qui in rete, come furono allora pubblicate, per renderle più facilmente accessibili e fruibili.

venerdì 26 aprile 2024

La "questione" dell' Inno d'Italia: Mameli, Canata e il Collegio di Carcare

 

 


Leonello Oliveri

Proprietà letteraria riservata
Riproduzione vietata

( in costruzione)

Era il 1961, centenario dell’Unità d’Italia.

All’epoca, giovane studentello, frequentavo le scuole medie nel Collegio delle Scuole Pie di Carcare. Per celebrare l’anniversario la scuola organizzò una gita a Torino,

Il Collegio delle Scuole Pie di Carcare

 per vedere i padiglioni di Italia ’61. Ricordo ancora il viaggio, breve ma per noi elettrizzante, sulla monorotaia. Nell'occasione visitammo anche il Museo del Risorgimento. Al ritorno uno dei padri  insegnanti accompagnatori ci disse (più o meno): “Sapete ragazzi che l’Inno di Mameli potrebbe essere  nato a Carcare, nel nostro Collegio, e che alla sua origine potrebbe non essere estraneo un nostro insegnante, il p. Canata?”.

Fu allora che per la prima volta  udii il nome di Carcare, del Collegio delle Scuole Pie e del padre Atanasio Canata collegati all’Inno di Mameli.

 

mercoledì 24 aprile 2024

LA CONQUISTA DEI DIRITTI NELLA VALBORMIDA MEDIEVALE

 


Ogni diritto va conquistato,
ogni conquista va difesa (W.Ledroit)

Leonello Oliveri


Proprietà Letteraria riservata
Riproduzione vietata

Studiare la storia della propria terra significa anche riscoprire le lente, sofferte tappe attraverso le quali coloro che ci precedettero arrivarono nel tempo a costruire per sé e per i

Cosseria 1491

propri figli una vita di uomini liberi.

 La conquista della dignità di un uomo, dei diritti civili e sociali, fu un lento travaglio iniziato (o meglio, iniziato di nuovo) nel Medioevo e che mai può dirsi concluso, perché non solo la libertà ma anche i  diritti fondamentali, primo fra tutti l’indipendenza dalla povertà, non sono un bene che si conquista una volta per tutte: e ciò è tanto più attuale oggi, in un periodo nel quale talora -con il pretesto delle precarie condizioni di sicurezza ed economiche in cui si vive- i nostri fondamentali diritti civili e sociali sono tutt'altro che considerati intangibili. Quanto si è conquistato con secoli di lotte può essere riperso, in un attimo o per lenta erosione,  e per riconquistarlo occorrono nuovamente secoli.

C’è un esempio illuminante al riguardo: nel 287 a. C. con la lex Hortensia ([1]) la plebe romana ottiene una conquista importantissima: le sue deliberazioni diventarono  legge per tutti, patrizi e plebei. In  quell’anno si conclude un iter di lotte iniziato oltre 200 anni prima, e i plebei conquistano l’uguaglianza giuridica nei confronti dei patrizi:  da allora tutti i cittadini romani ebbero (teoricamente) gli stessi diritti ([2]). Tale uguaglianza verrà persa 300 anni dopo, quando la Repubblica diverrà Impero. Ebbene, per riconquistare tali diritti, e prima di tutti quello di voto, occorreranno duemila anni di lotte: perché tutti (i maschi liberi e maggiorenni) potessero riottenere il diritto di voto in Italia bisognerà infatti aspettare fino alla riforma elettorale del 1912 (suffragio universale maschile). Insomma, la plebe di Roma aveva più diritti 2000 anni fa di quanti ne avessero i nostri bisnonni all’inizio del secolo ([3]).