martedì 26 maggio 2026

Osiglia 1630: un “Conte del Sagrato” di manzoniana memoria

 Leonello Oliveri


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Il primo giorno di festa la chiesa del paese era ancora tutta piena di' popolo che assisteva agli uffici divini, che il Conte si trovava sul sagrato alla testa di una truppa di bravi.

F. Hayez, ritratto- di fantasia- dell'Innominato

(…)J Il Conte al primo apparire di persone sulla porta si era tolto dalla spalla l'archibugio e lo teneva con due mani in apparecchio di spianarlo. (…)) Si affacciò finalmente alla porta con gli altri il creditore aspettato, e il Conte al vederlo gli spianò lo schioppo addosso (. .. ).. Lo sventurato colpito dallo spavento, si pose a fuggire. dall'altro lato, e la folla non meno, ma l'archibugio del Conte lo seguiva, cercando di coglierlo separato (.. ). Cercava egli di ficcarsi e di perdersi nella folla, e la folla lo sfuggiva, s'allontanava da lui per ogni parte, tanto 'ch'egli scorrazzava solo di qua e di là, in un piccolo spazio vuoto.(..) Il Conte lo prese di mira in questo .spazio. lo colse, e lo stese a terra,' Tutto questo fu l’affare. di: un momento. La folla continuò a sbandarsi, nessuno si fermò,. e il Conte senza scomporsi ritornò per la sua via, col suo accompagnamento».

ORSI E LUPI IN VAL BORMIDA: GLI STATUTI DI BORMIDA ED OSIGLIA

 


Leonello Oliveri

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In un precedente  articolo abbiamo illustrato le principali caratteristiche degli Statuti medioevali della Val Bormida.


Ora la nostra indagine sulle raccolte statutarie, cioè su quei libretti nei quali erano concentrate tutte le norme, le leggi, le consuetudini e i regolamenti che ordinavano in tutti i suoi aspetti la vita dei nostri paesi nel Medioevo e fino al sec. XVIII, prende in esame gli Statuti di Osiglia e Bormida, paesi che fino al 1481 costituivano un' unica entità amministrativa ed ecclesiastica.

giovedì 21 maggio 2026

Destini incrociati: Stengel, ufficiale e gentiluomo, Berteu da Dragone del re a cospiratore ribelle

Leonello Oliveri

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A volte la storia incrocia in modo paradossale i destini di persone molto diverse.E’ il caso

dei due personaggi di cui scriviamo in questo post, entrambi militari, entrambi vissuti e morti in circostanze drammatiche alla fine del ‘700
Il primo fu un generale napoleonico, Henri Christian Marie De Stengel (Neustadt an der Weinstrasse, 11 maggio 1744, Mondovì 28 aprile 1796).Guardiamo un veloce flash sulla sua vita, anzi suoi ultimi giorni.

Siamo fra il 19 e il 23 aprile 1796, in piena prima campagna napoleonica in Italia

giovedì 22 gennaio 2026

INCISIONI RUPESTRI IN VAL BORMIDA

 





Leonello OLIVERI
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Tutte le ricerche di carattere storico hanno lo scopo e la conseguenza di arricchire la storia del nostro passato, della nostra terra, con un nuovo, piccolo tassello che si aggiunge agli altri in nostro possesso.

Talvolta alla soddisfazione di contribuire, anche se in minima parte, all’ampliamento delle nostre conoscenze se ne aggiunge un’altra, data dall’emozione di trovare qualcosa di nuovo, una notizia, un dato, un documento non noto.

Una sensazione ancora diversa e più viva può essere sperimentata quando troviamo un oggetto, un resto, un “qualcosa” che i nostri antenati realizzarono generazioni e generazioni or sono, e che ora rivede la luce ed appare dinanzi a noi.

E’ possibile provare questa emozione nello scavo archeologico, quando si presenta la possibilità di riportare in vita, di toccare con mano l’oggetto usato in secoli ormai lontani. Possiamo provarla quando davanti ai nostri occhi sfilano i grigi baluardi dei castelli delle nostre valli, quando gli occhi, le mani si posano su quei blocchi che i nostri antenati hanno messo l’uno sopra l’altro, con fatica e sofferenza, talora con rabbia.

 

Primo agosto 1920: sangue e morte a Millesimo

Leonello Oliveri



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In questi giorni stavo rileggendo un vecchio libro su Millesimo pubblicato dalla locale biblioteca nel 1982: Millesimo. Documenti

 testimonianze, immagini. Da pag. 125 c’è un bell’articolo di L. Ferrando dedicato alla storia della locale Società Operaia. A pag. 134 troviamo una notizia interessante. Siamo nel 1920: “ erano tempi difficili – scrive Ferrando- in Italia la lotta politica si fa più viva e serrata: al cosiddetto partito dell’ordine si contrappone una grossa crescita del movimento operaio. Quasi dovunque vengono fondate le sezioni socialiste e inaugurate le bandiere rosse.(..) E fu proprio una sera nella quale si concludeva una di queste manifestazioni politiche che Millesimo e la Liguria vissero il loro primo fatto di sangue: l’uccisione di Giovanni Iori, detto Cruet, per mano di un carabiniere. Era la sera del 2 agosto 1920 e quel fatto segnò l’inizio di una serie di altri gravi incidenti, anche mortali, a Savona e altrove (..)”. Questo tragico episodio mi aveva interessato, e avevo spesso avuto il desiderio di approfondirlo, ma –in altre faccende affaccendato- avevo sempre rimandato.

mercoledì 22 ottobre 2025

COME ERAVAMO - I NOSTRI PAESI NELL'800: POCHE CASTAGNE E TANTA FATICA

 

COME ERAVAMO - I NOSTRI PAESI NELL'800: POCHE CASTAGNE E TANTA FATICA



Leonello Oliveri
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(in costruzione)

Conoscere la storia della terra in cui si vive dovrebbe essere un'esigenza di tutti. Esiste infatti una linea continua di evoluzione che lega il presenta al passato e al futuro, e solo con la prospettiva della storia si può tentare di conoscere una realtà…, e quindi in essa agire e operare per migliorarla. Ciò valido per tutti, sia per chi è investito di compiti e responsabilità… gestionali, sia semplicemente per chi nel territorio vuole vivere con consapevolezza e rispetto dell'ambiente che lo circonda.

giovedì 3 luglio 2025

Un po' di conti in tasca al conte



Leonello Oliveri
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Un po' di conti in tasca al conte 

(in costruzione)

La nostra lunga ricerca, volta ad arricchire con sempre nuovi tasselli la storia di quella che è la nostra "piccola patria" ci porta ora di fronte ad un documento della fine del XVI secolo, molto utile in quanto fornisce sia precise Indicazioni su alcuni paesi della Val Bormida (Pallare, Osiglia, Bormida) sia sulle basi economiche costituenti l'essenza stessa della forza dei feudatari locali.

Il documento in questione, a quanto mi risulta inedito, risale al 1597. Con esso il marchese Sforza Andrea Del Carretto, ultimo discendente dei Del Carretto del ramo finalese, all'epoca ancora feudatario, oltre che di Finale, anche di diversi paesi dell'entroterra (Carcare, Pallare, Bormida, Osiglia, Calizzano e Massimino) decide di premiare la fedeltà di un altro Del Carretto del ramo millesimese, il conte Nicolò, signore di Millesimo che era stato suo rappresentante e a suo nome aveva governato diversi paesi della valle, ricambiandolo con la concessione di beni in Pallare, Bormida, Osiglia.

domenica 2 marzo 2025

Marcelin Marbot: Le memorie di un soldato napoleonico che combattè in Val Bormida

 



Leonello Oliveri
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In qusto blog abbiamo spesso parlato delle battaglie napoleoniche combattute dalle nostre

parti dal 1793 al 1800: di Napoleone sappiamo tutto, ma chi erano questi soldatini che fra le nostre montagne e i nostri villaggi hanno sostato, combattuto, talvolta saccheggiato, spesso morirono?
Questo post è dedicato a uno di loro, Marcelin Marbot, un ussaro arrivato giovanissimo (17 anni) in Val Bormida, la cui vita attraversò tutta l'epopea napoleonica, Russia compresa.
 Jean-Baptiste Antoine Marcelin Marbot) nato nel 1782, entrato nell’esercito napoleonico a 17 anni nel 1799 come semplice ussaro, generale nel 1836, congedato nel ’40, Grand Ufficiale della Legion d’Onore, membro della Camera dei Pari, ferito a Eylau, Lipsia e Waterloo,  reduce dalla campagna di Russia, morto nel ’54: una carriera avventurosa, perigliosa ma certo interessante.
 

lunedì 24 febbraio 2025

Cronache di guerra. Il 1943-45 nelle annotazioni del Collegio delle Scuole Pie di Carcare

 


Leonello Oliveri



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Fra le iniziative ed usanze del Collegio dei Padri scolopi di Carcare ce n'è una, certo non la più importante, ma interessante per la

ricostruzione delle vicende della valle. Alludiamo all'usanza di redigere una Cronaca in cui i padri annotavano gli avvenimenti più importanti, riguardanti sia la vita del Collegio sia quella della zona. Tale usanza non si interruppe neppure in tempi recenti, e fu continuata anche durante l'ultima guerra.

In queste pagine, avute a suo tempo in visione tramite la cortesia di P. Ferrettino, si ritrovano echi di quella grande tragedia che furono gli anni della II guerra mondiale, specie dopo il '43, quando la guerra da mondiale divenne civile.

domenica 23 febbraio 2025

La Val Bormida tra Bizantini, Goti e Longobardi

 

Leonello Oliveri


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Il dato di partenza per questo breve studio è che conosciamo assai poco della situazione della Val Bormida a

partire dalla tarda età romana. L''unico insediamento finora studiato, quello di Crixia, risulta aver esaurito il proprio ciclo vitale, per motivi ancora sconosciuti ma a quanto pare violenti, intorno al III sec. d. C. Ancor di meno sappiamo su Canalicum, ammesso che a tale insediamento siano riferibili i rinvenimenti (e i resti) della zona della chiesa della Madonna delle Grazie/ San Donato (Cairo Mont.). Sappiamo inoltre che proprio verso la fine dei III sec. d.C., intorno al periodo di Diocleziano e Massimiano, le terre a cavallo delle estreme propaggini delle Alpi, sia sul versante francese che italiano, erano percorse da bande di bagaudi, contadini ridotti alla disperazione e al brigantaggio dalla povertà, autori di feroci razzie contro le città, forse in un disperato quanto sterile tentativo di distruggere quei simboli dell'apparato statale che per loro significava solo tasse e requisizioni: contro di essi dovettero intervenire perfino le armate imperiali di Massimiano che, infine, le distruggerà.

sabato 22 febbraio 2025

13 14 APRILE 1796: LA BATTAGLIA DI COSSERIA

Leonello Oliveri
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La battaglia di Cosseria (detta anche, ma impropriamente, di

Assalto alla porta del castello

Millesimo), che si svolse fra il 13 e il 14 aprile del 1796 intorno alle rovine dell'antico castello dei Del Carretto, fu quella che aprì a Napoleone le porte del Piemonte durante la Campagna d'Italia del 1796: con essa il generale corso diede l'avvio ad una brillante carriera che avrebbe fatto di lui, fino ad allora oscuro generale della più scalcagnata delle armate francesi, l'Imperatore dei francesi, colui che fece tremare i troni d'Austria, Inghilterra e Russia.

mercoledì 19 febbraio 2025

FABRIZIO DEL CARRETTO: DALLA VAL BORMIDA A GRAN MAESTRO DELL’ORDINE DI RODI


Leonello Oliveri

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Chi si interessa della storia locale della Val Bormida e delle aree fra
la costa e il basso Piemonte probabilmente sa che queste terre furono in gran parte governate, dal XII al XVII secolo, dalla dinastia feudale dei Del Carretto, con sede prima a Savona, poi a Finale e a Millesimo. Ma i Del Carretto furono una famiglia numerosa e prolifica, e non tutti i suoi membri potevano, ovviamente, trovare occupazione nel controllo diretto del loro marchesato (e poi contea). E così numerosi membri di questa famiglia o emigrarono altrove (troviamo dei Del Carretto a Vienna, Praga, a Napoli, alla corte dei Gonzaga,), o fecero carriera in altri settori, primo fra tutti quello ecclesiastico che vide innumerevoli vescovi e cardinali Del Carretto, e quello delle armi.

Fra i Del Carretto che scelsero la carriera militare, uno die più importanti fu senza dubbio Fabrizio Del Carretto (Millesimo1460 ? - Rodi 1521), che divenne Gran Maestro dell’Ordine Gerosolimitano.

La Guerra del Finale 1447-1452

 Leonello Oliveri

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Nei lunghi secoli che segnarono la storia della Val Bormida innumerevoli furono le
guerresche si abbatterono sul suo territorio, dalle prime testimoniate, in età romana, alla seconda guerra mondiale, che fra l'altro segnò nei suoi ultimi mesi, anche dopo il 25 aprile '45, pagine fra le più terribili della storia delle nostre terre.
Fra le tante che insanguinarono le nostre valli e i nostri monti ne abbiamo scelta una che si svolse negli ultimi foschi decenni di un medioevo ormai al suo autunno: la "GUERRA DEL FINALE".

martedì 18 febbraio 2025

ELVIO PERTINACE: UN VALBORMIDESE IMPERATORE A ROMA?

 




«fu un vecchio venerabile, dalla barba folta,
capigliatura fluente, corporatura imponente 
Visse anni 60, mesi 7, giorni 26.
Fu imperatore per mesi due e giorni ventisei»


Leonello Oliveri.

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Forse non molti lo sanno, ma la Val Bormida, intesa in senso lato, può aver dato i natali, con molta probabilità, ad un imperatore

romano, Publio Elvio Pertinace, nato nel 126 d.C., morto nel 193, dopo soli 85 giorni di regno: con molta probabilità, in quanto le notizie in nostro possesso ci permettono solo di determinare la zona di nascita con una certa approssimazione, senza individuare la località con assoluta certezza; intesa in senso lato, in quanto il nostro imperatore può essere nato in un qualsiasi punto compreso fra Alba e la costa savonese, anche se diversi elementi rendono possibile individuare la zona alpino-appenninica valbormidese come la più probabile. 

lunedì 10 febbraio 2025

ROCCAVIGNALE, UN PAESE E UN CASTELLO

 

Leonello Oliveri



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Roccavignale è un piccolo comune della Val Bormida diviso in

diverse frazioni (Camponuovo, Strada, Valzemola, Pianissolo), situato in un'area montuosa ora tagliata dalla viabilità moderna e da innumerevoli cantieri del raddoppio dell'autostrada. Il vecchio castello attualmente in fase di recupero da parte dell' Amministrazione municipale gettava la sua ombra forse un po' cupa ed opprimente sul vecchio borgo sfilacciato ai suoi piedi, testimone di assedi e battaglie, da quelle dell'epoca carrettesca ai 18 giorni dell'assedio franco-spagnolo nell'agosto del 1629, all'incendio ad opera delle truppe napoleoniche che lo distrussero nel 1799, alle cupe vicende della guerra, mondiale e civile, del '40-'45.

venerdì 24 gennaio 2025

Soldatini Napoleonici in piombo autocostruiti


Leonello Oliveri


Fra i diversi interessi che hanno intersecato i miei anni,  oltre la fase della  costruzione di giocattoli in legno (https://leonelloblog.blogspot.com/2024/04/giocattoli-in-legno-autocostruiti.htmlc'è stata anche, complice la mia passione per la storia, specie quella locale,  la
realizzazione di soldatini di piombo riproducenti scene di battaglie napoleoniche.
Ho scelto questo scenario perché  
il periodo napoleonico ha interessato particolarmente  la nostra zona, con battaglie ( Montenotte, Cosseria, Dego) che hanno costituito il trampolino di lancio per il futuro imperatore Napoleone. 
I soldatini sono stati costruiti fondendo, con le dovute attenzioni e precauzioni (i fumi di piombo sono velenosi e la temperatura di fusione supera i 300 gradi: quindi occorre operare sempre e solo all'aperto con maschera, guanti, occhiali protettivi, indumenti adatti  etc. ) rottami di piombo e stagno colandoli poi in appositi stampi. Una volta raffreddati (lasciati raffreddare naturalmente, senza usare acqua: al contratto col piombo fuso, evapora istantaneamente, scagliando in giro pericolose goccioline di metallo fuso!)  bisogna limarli (sempre con guanti e mascherina!), pitturarli e poi montarli costruendo diorami riproducenti scenari appropriati.
I risultati di questo hobby  sono quelli che potete vedere.

Premetto che non sono un “modellista purista”, quindi qualche licenza poetica nella riproduzione delle divise, c' e'

giovedì 19 dicembre 2024

CARCARE NEL 1800 (IN UN MANOSCRITTO FRANCESE)

 

Leonello Oliveri



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In un archivio parigino dell'ex Ministero della Guerra esiste una
Carcare nel 1824 (dalla Statistique di Chabrol)

voluminosa raccolta di documenti manoscritti in buona parte inediti, risalenti ai primissimi anni del 1800, che rivestono un interesse particolare per la storia della Val Bormida. Si tratta di relazioni redatte da "Ufficiali ingegneri topografi" dell'Armée française napoleonica aventi come oggetto i paesi in cui si svolsero i principali fatti d'arme della I Campagna napoleonica in Italia: in pratica ad ogni comune della valle, da Bardineto e Mallare a Spigno e Montezemolo, fu dedicata una indagine minuziosa che permise di raccogliere una massa notevole di informazioni di tutti i generi, dalla conformazione del terreno all'idrologia e orografia, alle risorse economiche, alla viabilità, fino ad arrivare a precise statistiche demografiche e alla raccolta di tutti i dati rintracciabili sulla storia dei singoli paesi, con ampio spazio per la narrazione degli avvenimenti delle allora recentissime guerre franco-piemontesi.

giovedì 28 novembre 2024

Andrea e Filippo Vespa notari a Cosseria (1487-1534)

 

Leonello Oliveri


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Il "signum tabellionis" del notaio Vespa
In questo post viene presentato un mio vecchio studio apparso nell’ormai lontano 1985 (!!) sul Bollettino della Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo. La pubblicazione sul blog permette di dare più visibilità ad una ricerca che mi sembra rivestire in sede locale una certa utilità. Essa fu originata da un veloce studio di alcuni documenti allora esistenti nell’archivio parrocchiale di Cosseria (Savona) riguardanti atti di compravendita di beni immobili di pertinenza della locale chiesa parrocchiale, allora intitolata a S. Maria


lunedì 28 ottobre 2024